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Home » agenzie letterarie » SCEGLIERE L’AGENTE LETTERARIO: 10 CONSIGLI AGLI AUTORI
lunedì, 21 lug 2014

SCEGLIERE L’AGENTE LETTERARIO: 10 CONSIGLI AGLI AUTORI

Post by on agenzie letterarie, editoria 2463 0

10.4L’argomento ‘agenti letterari’ è quello che di solito suscita i dibattiti più accesi. C’è chi è disposto a tutto pur di avere un agente di grido, convinto che basti quello per approdare a una grossa casa editrice (sempre che questo sia un vantaggio assoluto: da quanto ho scritto in quest’altro decalogo, le cose non sono esattamente così bianche o nere) e c’è chi procede più cautamente.

Al solito, quelli che seguono sono semplicemente i miei consigli motivati riguardo ai parametri da soppesare quando si deve scegliere un agente.

 

  1. PUBBLICITA’

Un agente letterario che abbia una reputazione non invia email private agli autori per proporre i propri servizi. Semmai ha il problema contrario, è invaso dalle richieste.

Se dunque siete stati contattati senza motivo, ma volete comunque approfondire l’attività dell’agenzia che vi ha cercati, usate molta  cautela.

 

*°*°*°*°*°*°*°*

  1. TASSA DI LETTURA

Per leggere un manoscritto molti agenti, specie se piccoli, applicano il sistema della tassa di lettura. Chiedono cioè, all’autore, una determinata cifra (variabile a seconda della lunghezza del manoscritto), unicamente per leggerlo e decidere se, eventualmente, prenderlo ‘in scuderia’. Non c’è nulla di illegale in questa pratica (anche se, nel mondo anglofono, è  molto malvista e può relegare addirittura in blacklist le agenzie che la applicano) e la adottano anche agenti bravi nel loro lavoro. Tuttavia è una pratica che non condivido affatto e siccome, anche se pochi, ci sono agenti – anche in Italia – che non la applicano e, al tempo stesso, trattano autori sconosciuti, non vedo perché non preferire questi ultimi. Del resto non è necessario leggere tutti i manoscritti da cima a fondo, a un occhio esperto bastano i primi capitoli e, anche se la cantonata clamorosa è sempre in agguato e va messa in conto, è sempre un’eccezione più unica che rara.

 

Qua so che mi attirerò, di nuovo, gli strali di molti piccoli indipendenti che usano la tassa di lettura e che mi accuseranno di fare ‘disinformazione’ ma, come ho già detto in questo articolo, se un agente non riesce a vivere delle percentuali sui contratti che procura (che è la sua  funzione precipua), perché il mercato italiano è troppo piccolo rispetto a quello anglofono, può proporre soluzioni alternative e/o arricchire la sua offerta di servizi editoriali collaterali che altri agenti non offrono.

 

Diverso è invece il caso in cui l’agente presenti due modalità di risposta, una normale e gratuita, l’altra celere e a pagamento. E’ una pratica adottata anche da alcuni editori, ma non ha nulla a che vedere con la tassa di lettura: semplicemente, se l’autore ha fretta di essere valutato e quindi di ‘saltare’ la fila, ha la possibilità di farlo a un costo fisso, di solito modico, predeterminato e indipendente dalla lunghezza dell’elaborato. Anche qui, nessuno obbliga nessun altro. Alla base c’è  una scelta consapevole di acquisto privilegiato del tempo e delle risorse dell’agenzia PRIMA che l’autore diventi, eventualmente, suo cliente. I costi del dopo saranno invece quelli del normale rapporto di agenzia, cioè basati sulle royalty (v. punto 8).

 

*°*°*°*°*°*°*°*

 

  1. EDITING

Ci sono agenti che, una volta letto il manoscritto, impongono all’autore un proprio servizio di editing o un servizio di editing esterno ma di loro fiducia. Ora, è possibile chiedere all’autore di rivedere delle parti che non funzionano, ed è lecito consigliargli, se la storia fosse davvero molto buona ma la forma zoppicasse troppo (casi comunque rari, di solito si rigetta il manoscritto e amen) per essere proposta  agli editori, un editing professionale (ed eventualmente segnalargli il proprio).

Diverso però è imporgli i propri servizi come conditio sine qua non per prenderlo in carico.

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  1. SCHEDA DI LETTURA

Vale lo stesso discorso di cui sopra: no alla scheda di lettura imposta, sì se invece viene offerta come servizio editoriale eventualmente richiedibile dall’autore che voglia comprendere meglio le manchevolezze del proprio manoscritto.

 

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  1. RISPETTO DELLE TEMPISTICHE

Qualora si comprassero dall’agenzia dei servizi editoriali come quelli di schedatura o editing, è importante che questa osservi le scadenze concordate per la consegna del lavoro.

Un agente che si faccia sollecitare dall’autore su questo punto, magari addirittura ripetutamente,  non sta facendo seriamente il proprio lavoro.

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  1. PRESENZA ALLE FIERE DI SETTORE

I bravi agenti frequentano le fiere librarie più importanti nazionali e internazionali, perché sanno che sono la migliore occasione per creare nuovi contatti e per trovare casa ai manoscritti e alle loro traduzioni in altre lingue.

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  1. PORTFOLIO LIBRI

Un bravo agente è sempre in grado di indicare un portfolio dei libri che ha venduto. In base a questo, si può risalire sia all’importanza degli autori che ha piazzato, sia a quella degli editori con i quali intrattiene rapporti con maggiore frequenza.

 

E’ chiaro che se, fra questi ultimi, fossero presenti case a pagamento, non vale certo la pena far fare a un terzo quello che si potrebbe fare da sé e quindi di un simile ‘agente’ non vi è alcun bisogno.

 

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  1. VERIFICA DEL CONTRATTO

Il contratto va ovviamente letto e valutato caso per caso, ma segnalo almeno due accorgimenti di base. Il primo è la valutazione delle percentuali richieste: correntemente si attestano fra il 10% e il 15% per le pubblicazioni in Italiano e fra il 15% e il 20% per le traduzioni.

 

Il secondo è di fare attenzione a clausole insolite come questa. E’ facile  scoprire eventuali previsioni sospette tenendo sempre presente che l’agente deve sempre tutelare la posizione dell’autore, non quella dell’editore. Benché lapalissiano, è un concetto che spesso viene dimenticato.

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  1. TESTIMONIANZA DEGLI AUTORI GIA’ EDITI

Come nel caso degli editori, un indice per valutare l’operato di un agente è quello di osservare gli autori che ci sono già passati. Si può cercare di interrogarli in merito, se sono disponibili, ma a volte basta anche solo osservare la ‘carriera’ che stanno facendo. Se, ad esempio, un autore ha fatto un salto con un editore di maggiori dimensioni o di maggiore reputazione e, da lì in poi, continua a pubblicare spesso e con editori simili, lo ‘zampino’ dell’agente è stato sicuramente vincente.

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  1.   10. GESTIONE DEL RAPPORTO

Come nella vita quotidiana, anche nel business il rispetto dell’interlocutore/cliente, l’osservanza delle tempistiche, la serietà delle proposte, la reperibilità e la disponibilità sono tutti parametri imprescindibili, specialmente in un rapporto che si basa sul cosiddetto ‘intuitus personae’, ossia un rapporto dove il tipo di contatto non può prescindere dal carattere dei singoli che ne sono coinvolti. Tenete presente che un agente può accompagnarvi per un lungo tratto della vostra vita letteraria, o anche sino alla fine. E’ dunque importante che vi ispiri fiducia e che, in concreto, vi dimostri che tale fiducia è ben risposta.

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