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  • COS’E’ E&L?


    EDITORIA E LEGGE è il blog dell'Avv. Marina Lenti, che riporta notizie, tendenze e questioni legali dedicate alla filiera libraria e musicale.

    Vi trovate oltre un centinaio di articoli, ma se avete un problema specifico da sottopormi, o se volete contattarmi per fissare conferenze o seminari potete scrivermi a info@avvocatomarinalenti.it, o se si tratta di una semplice domanda, leggete più sotto le istruzioni per l'iscrizione alla newsletter.

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  • PER ESORDIENTI

     

    Per gli aspiranti scrittori o scrittori esordienti è disponibile il servizio di cui a questo link. Per ulteriori informazioni, scrivetemi a info@avvocatomarinalenti.it

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  • A PROPOSITO DI BRAND AUTORIALE


    Prendo spunto da un’osservazione raccolta in una discussione che aveva tutt’altro tema, per affrontare la questione del brand autoriale. Parlerò nello specifico di scrittori, ma le stesse considerazioni possono tranquillamente essere applicate ai musicisti.   L’osservazione è che un editore venderebbe autori, non libri, e quindi andrebbe ricercato solo l’editore che persegua tale scopo.   Io sono invece dell’opinione che sia esattamente il contrario e che non esista un editore che persegua tale obiettivo, se non, al limite, come obiettivo tangenziale, ma non certo primario. Anzitutto perché un autore può avere pubblicato più Opere sotto diversi editori (per una miriade di ragioni che non necessariamente presumono la rottura di rapporti con gli editori precedenti, a volte semplicemente un dato editore non ha una collana adatta alla nuova Opera di quell’autore) e ciascun editore si prodigherà a pubblicizzare quella su cui
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  • I 10 ARGOMENTI PIU’ LETTI DI..


    L’estate non è ancora terminata, perciò ho pensato a un articolino leggero e tuttavia curioso… Si tratta della classifica dei 10 articoli più letti di questo blog, che danno non solo la misura degli argomenti che stanno più a cuore a chi giunge su questo sito, ma anche la composizione del suo pubblico.   Sotto questo secondo profilo, per il settore librario vincono senz’altro gli scrittori e, indietro di poche lunghezze, le case editrici su qualunque altra figura della rispettiva filiera, mentre per quello musicale vincono, con mia sorpresa, le case discografiche e solo a seguire i musicisti. Come lo so? Niente paura, non sto profilando la vostra impronta della rètina, anche perché i dati acquisiti da questo sito sono, per scelta, assolutamente basici e generici (cioè si concentrano sui contenuti, sul numero generico di visite e sulle parole più
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  • LE CASE EDITRICI – INTERVISTA A..


    Questa volta, ospite della rubrica sugli editori No EAP è il Dott. Carlo Santi, titolare di Ciesse Edizioni. Ed ecco le sue risposte alle consuete domande…   La Vostra storia in breve Sono autore di thriller e mi piace leggere. Questa passione è diventata un lavoro fin dal 2010, da quando ho creato la CIESSE Edizioni, piccola ma dinamica realtà che tenta di ricavarsi il suo spazio nel mondo editoriale.   Com’è il Vs rapporto coi media? La stampa e la TV che contano per davvero snobbano spesso e volentieri la piccola e media editoria, per cui il nostro rapporto è di scarsa influenza. Invero, se per media ci si riferisce al pubblico, cioè i lettori, rispondo alla domanda relativa che segue.   Quali sono le difficoltà operative più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente? La maggior difficoltà è la
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  • IL VIZIETTO DEL PAGAMENTO IN COPIE


    Ultimamente si sta estendendo a macchia d’olio una pratica che trovo estremamente scorretta: quella di pattuire contrattualmente royalty in denaro e poi, quando si tratta di corrisponderle, accampare la scusa del poco venduto e/o della crisi aziendale per sostituirle con il pagamento in libri.   Molti autori, sia per il fatto che spesso si parla di poche decine di euro, sia perché mossi a compassione, cedono alla proposta e si ritrovano la casa invasa di libri manco avessero optato per una casa che pubblica a pagamento.   Orbene, poiché tanti o pochi, l’editore quei soldi li ha comunque incassati, non si capisce perché debba tenerseli e commutarveli in carta stampata. Posso capire, con la crisi, l’allungamento dei pagamenti, ma questa permuta è un trucchetto davvero fetente, a cui ormai ricorrono anche editori che, dall’esterno, godono di una certa reputazione e
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  • SCHEDE, DISTRIBUTORI E DOPPI BINARI


    A pochi giorni di distanza da questa notizia, mi viene segnalata una discussione, su un noto forum di scrittura, in cui emerge come una medio-piccola editrice che, negli anni, si era costruita una solida reputazione (e che io stessa stimavo) si sia ora convertita al doppio binario. Questa volta non si incolpa, però, la crisi economica. Nella discussione, in cui interviene lo stesso ex editore (perché tale va qualificato e, se leggete abitualmente questo blog, lo avete imparato ormai, vero, che chiedere un contributo di pubblicazione equivale a spogliarsi del titolo da soli, giuridicamente parlando?), si fa invece  riferimento, dapprima, alla scarsa ricettività del mercato verso gli esordienti (invece, pagando, capirai come aumenta, eh…). Una giustificazione talmente trita da essere ormai polvere. Ma, successivamente, ecco il colpo di scena! Con inventiva tutta nuova, il forum viene informato del fatto che
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  • LA CRISI ECONOMICA TRASFORMA IL CONTRIBUTO..


    Ok, il titolo potrebbe apparire eccessivamente drammatico, ma leggendo di che si tratta ci si rende conto che anche l’argomento lo è. Sono infatti venuta recentemente a conoscenza di una media, storica casa editrice di settore che ora si è convertita alla pratica del doppio binario per quel che riguarda gli autori poco conosciuti o le cui opere non sono garanzia di vendite a scatola chiusa.   Perché dunque, giocarsi imporvvisamente la storia e la reputazione così faticosamente guadagnate? La risposta fornita è quella della crisi economica, che ha posto la proprietà di fronte a una scelta fra due etiche: la prima, quella da sempre perseguita, quella di non chiedere contributo all’autore; la seconda, contingente, quella di provare ‘l’ultima spiaggia’ per non licenziare alcune decine di dipendenti che, per via del lungo rapporto di collaborazione, costituiscono un po’ una seconda
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  • SCAVALCARE L’EDITORE ITALIANO NON E’ LA..


    Ogni tanto accade che un autore, dopo aver provato a pubblicare senza riuscirci, possa essere tentato di buttarsi sugli editori esteri. Non è però, a mio avviso, una tentazione da seguire, per svariati motivi.   Anzitutto, al pari degli editori nostrani, gli editori esteri sono già oberati di autori nativi e non hanno certo bisogno di aumentare il numero dei manoscritti non richiesti da altri Paesi. Inoltre, i criteri di selezione sono gli stessi, per cui se un manoscritto non riesce a passare il filtro italiano, difficilmente ci riuscirà semplicemente cambiando Paese.   Tradurre un’opera a proprie spese, oltretutto, è un investimento economico rilevante, se si cerca un lavoro ben fatto. Ma, per quanto la traduzione possa essere ben fatta, questo non dà comunque automatiche garanzie di successo, se il testo non funziona in partenza. Senza contare che,  anche nella
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  • DISTRIBUTORE SI O DISTRIBUTORE NO?


    La distribuzione in libreria è un tema scottante per qualsiasi piccolo editore. Se quest’ultimo opta per un intermediario, si vede infatti ‘mangiare’, fra  la percentuale trattenuta da quest’ultimo e quella trattenuta dalla libreria, un buon 60% dei guadagni. A cui vanno aggiunte le spese di carta e stampa e la corresponsione della royalty (pur piccola che sia) all’autore. E tutto questo senza parlare dei costi fissi di gestione dell’attività editoriale. Il ricavo, dunque, diventa davvero esiguo (ma più spesso, visto il Paese di illetterati che siamo, si va in pari o, addirittura, in perdita).   A questo si aggiunga inoltre la politica dei cosiddetti supersconti che il distributore impone per contratto all’editore, una tantum, per riuscire a essere competitvo rispetto agli altri. Si aggiunga infine che, a prescindere dai ricavi, un editore che voglia un distributore, locale o nazionale, deve
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  • LE CASE EDITRICI – INTERVISTA A..


    Nuovo appuntamento della rubrichina dedicata alle interviste con le case editrici. Questa volta chiacchieriamo con Barbagianni Editore.   La Vostra storia in breve Barbagianni Editore nasce dall’iniziativa di Jacopo Saraceni, già attivo nel campo della produzione editoriale di intrattenimento in veste di produttore cinematografico. La ricerca di espansione verso altri settori culturali ha portato a costituire una nuova realtà produttiva dedicata questa volta alla letteratura per ragazzi. “Scopri, Impara, Crea”, questo il motto de Il Barbagianni Editore, che descrive sinteticamente l’intenzione di promuovere e realizzare prodotti che possano incentivare la cooperazione tra adulti e bambini e che siano, ogni qual volta possibile, collocabili a cavallo tra la scolastica e la lettura di intrattenimento tradizionale. Una sfida, quest’ultima, piuttosto ardita nella quale si rispecchia la natura stessa del Barbagianni che, cacciatore notturno, non si è arreso alla  selezione naturale mantenendo la
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  • NON CAPISCO E NON MI ADEGUO


    Il lettori non più giovanissimi ricorderanno senz’altro il tormentone di Maurizio Ferrini “Non capisco ma mi adeguo”, coniato quasi 30 anni fa all’interno della famosa trasmissione di Renzo Arbore  “Quelli della notte”.   Ebbene, la prendo ora in prestito, ma parafrasandola, per criticare un deprecabile atteggiamento, ormai diffusissimo: quello di “lavarsi i panni sporchi” sulla piazza dei social network.   Mi riferisco a un episodio che apprendo dalla lettura di un post su Bibliocartina, dove si dà conto di un battibecco fra una piccola e rinomata casa editrice e un suo editor freelance che non è ancora stato saldato. Nel post è linkata anche la discussione su Facebook, cui faccio riferimento nelle righe che seguono.   Se il freelance pensava che urlare gli affari propri dentro quell’orrendo coso che è Facebook riuscisse a procurargli il pagamento ancora dovuto, ha pensato
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