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Home » Cinema » L’INSOSTENIBILE TENTAZIONE DEL COPYRIGHT: PARAMOUNT PICTURES V. THE ROMULANS
lunedì, 20 Gen 2014

L’INSOSTENIBILE TENTAZIONE DEL COPYRIGHT: PARAMOUNT PICTURES V. THE ROMULANS

Post by on Cinema, marchi, Musica 712 0

RomulanCinema e musica sono un connubio che viene spesso “alle mani”. Ne è un esempio la disputa, a cavallo  fra diritto d’autore e protezione del marchio,  Paramount Pictures Corp. v. Romulan Invasions. Un gruppo musicale aveva infatti depositato una domanda di registrazione del nome The Romulans, usato fin dal 1982 per contraddistinguere i propri servizi di intrattenimento.

 

La Paramount Pictures, detentrice dei diritti relativi alla celeberrima serie televisiva e cinematografica ‘Star Trek’ si era opposta alla registrazione, in quanto una razza aliena chiamata appunto ‘Romulans’ era stata introdotta nella serie fantascientifica durante la stagione 1966-67 ed era apparsa, da allora, in numerosi episodi. Inoltre, l’opponente faceva valere i propri diritti derivanti dalla commercializzazione di articoli ludici, come pupazzi e giochi di ruolo riproducenti i personaggi alieni, sottolineando che da tutto ciò il pubblico avrebbe tratto la falsa percezione che qualsiasi cosa recante il nome The Romulans fosse connessa alla serie.

 

La band replicò che il nome era stato ricavato dalla crasi delle parole ‘Romulus’ e ‘Romans’ e che intendeva veicolare i messaggi ‘socialmente impegnati’ della propria musica, ponendo l’accento sul rapporto tra il clima politico odierno e quello degli antichi Romani.

 

La corte, benché ravvisasse la similarità dei marchi, respinse l’opposizione della Paramount, osservando che questa non aveva mai usato o registrato il termine contestato per contrassegnare i propri servizi. Infatti, i servizi di intrattenimento offerti dalla Paramount venivano identificati dal nome ‘Star Trek’. E, benché la Sezione 45 del Lanham Act preveda che “titoli o nomi e caratteristiche di personaggi di programmi televisivi o radiofonici possano essere registrati in qualità di marchi di servizio”, la corte rilevò che il semplice uso nella serie non li tramutava di per sé in marchio di servizio e neppure di prodotto in relazione ai giocattoli creati in derivazione della serie fantascientifica.

 

E’ da notare che le differenti soluzioni adottate nel caso Buffett v. Chi-Chi ricordato qui e nel caso Paramount sono probabilmente dovute al fatto che la seconda contestò la registrazione in base alla Sezione 2 [d] del Lanham Act, secondo cui non é possibile depositare un marchio che

 

“ consists of or comprises a mark which so resembles a mark registered in the Patent and Trademark Office or a mark or trade name previously used in the United States by another, and not abandoned, as to be likely, when applied to the goods of the applicant, to cause confusion, or to cause mistake, or to deceive”.

 

Invece, Buffett, invocando la Sezione 2[a] non ebbe bisogno di dimostrare un uso del termine contestato in qualità di marchio di servizio, ma semplicemente che il termine ‘Margaritaville’ era sinonimo della sua persona e che l’uso di esso, da parte di terzi, suggeriva falsamente un’associazione. D’altro canto, la Paramount non avrebbe avuto più successo invocando anch’essa la Sezione 2 [a], in quanto, essendo iRomulani una razza aliena creata dalla fantasia, non veniva soddisfatto il requisito dell’associazione “con una persona vivente o deceduta”, così come prescritto in tale Sezione.

 

Un’ alternativa avrebbe potuto giungere solo dalla Sezione 43 [a] del Lanham Act che  é simile alla Sezione 2 [d], laddove stabilisce la confusione o l’errore concernente la connessione o l’associazione tra persone o attività commerciali di queste. L’Appeal Board avrebbe accettato più facilmente un’opposizione della Paramount che contestasse che il marchio di servizio della band The Romulans suggeriva una falsa connessione o associazione con la serie di Star Trek secondo le previsioni della Sezione 43 [a] del Lanham Act. In materia, infatti, esisteva già un precedente di successo: in D.C. Comics, Inc. v. Powers  l’attrice, con quest’azione, impedì alla convenuta di usare la denominazione ‘The Daily Planet’ come marchio per un giornale. Essendo tale nome usato nei fumetti per designare la testata per cui lavora l’alter ego di Superman, Clark Kent, la corte trovò infatti che il termine era divenuto inestimabilmente connesso alla struttura base della storia di Superman.

 

In conclusione, pare si debba stare ‘in campana’ per tutti quei gruppi che non abbiano avuto la lungimiranza di scegliersi un nome comeSimon & Garfunkel o Crosby, Stills, Nash & Young.. Ma, come giustamente notarono i giuristi M.Traphagen e R.D. Litowitz in un articolo apparso nel 1992 sulla  Intellectual Property Review

 

“La nostra cultura sarebbe stata certamente meno ricca se i Beatles si fossero chiamatiMcCartney, Lennon, Harrison & Starr”.

 

Effettivamente, é difficile dar loro torto.

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