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Home » Case editrici » LE CASE EDITRICI – INTERVISTA A EDIZIONI DEL GATTACCIO
mercoledì, 24 set 2014

LE CASE EDITRICI – INTERVISTA A EDIZIONI DEL GATTACCIO

Post by on Case editrici 1702 0

gattaccioEccoci al secondo appuntamento della rubrichina dedicata alle interviste con le case editrici. Dopo Plesio Editore, questa volta chiacchieriamo con Edizioni del Gattaccio di Luciano Sartirana.

 

 

La vostra storia in breve

Le Edizioni del Gattaccio sono nate nel maggio 2008, ma il primo anno e mezzo è stato di mera ricerca di autori e testi da pubblicare. Solo nel 2010 abbiamo trovato ciò che ci aggradava, ed esce ‘Milanconia’ di Giuseppe Norbig, primo testo su cui abbiamo investito. Poi via via tutti gli altri.

 

Al di là delle date di uscita dei singoli libri, il nostro sviluppo è stato in direzione della semplicità di immagine: all’inizio il sito era un portalino con articoli di ambito culturale, ricorrenze e albi d’oro (ogni mese, per esempio, riportavamo le Hit Parade di 50, 40, 30, etc. anni addietro dalla data), segnalazioni e recensioni. Tutto era gradito e aveva successo, ma distoglieva l’attenzione dai nostri libri. Stesso discorso per attività video o di consulenza aziendale, molto lustro ma poco ritorno.

 

Nel tempo abbiamo realizzato una collana di poesie, una produzione di e-book, la trasformazione di nostri testi in spettacoli teatrali (con partner esterni), una solida attività didattica sia artistica che professionale, una più accurata presenza sui Social Network.

Vediamo la nostra evoluzione – sia quella avvenuta finora che quella rivolta al futuro – legata a una sempre più creativa eccentricità, sia nella scelta dei testi che nelle modalità e nei linguaggi promozionali.

 

 

Quali sono le difficoltà operative più frequenti in cui vi imbattete quotidianamente?

L’arrivo di molti manoscritti da valutare, nel 90% dei casi inabili alla pubblicazione.

 

La contabilità corrente, la piccola amministrazione e l’aggiornamento statistico del traffico sia dei testi che dei dati.

 

Il contatto con i vari media e i singoli giornalisti e operatori della comunicazione, che devono essere assidui e costanti (molto tempo per invio comunicati ed e-mail e materiale promozionale, telefonate, chat), ma che il più delle volte non portano a risultati (raramente compaiono notizie sulle nostre attività).

 

 

E le difficoltà legali?

All’inizio ne abbiamo avute con la stesura dei contratti con gli autori. Poi, nessuna.

 

 

Le soddisfazioni più grosse ottenute sinora?

Il fatto di essere tuttora in attivo, anche se di poco.

 

L’immediata riconoscibilità del marchio, del nome e di alcuni nostri autori da parte di un pubblico sempre più vasto; siamo conosciuti anche in ambiti dove non abbiamo svolto promozione, come Regioni italiane lontano da Milano o personalità della cultura che ritenevamo inarrivabili.

 

Gli inviti a organizzare eventi da parte di manifestazioni prestigiosi, come il BookCity Milano, a novembre 2014.

 

I passaggi televisivi su invito per il nostro libro sul calcio brasiliano a QuartaRete Torino (agosto 2013), RaiSport1 (novembre 2013), Sky (aprile 2014). Idem per quelli radiofonici: Radio24 (gennaio 2013) e Radio Popolare-Popolare Network (giugno 2014).

 

 

Avete in mente un Vs ideale di editoria?

Privilegiare sperimentalità e originalità di linguaggio e di storie, e in grado di evitare luoghi comuni stilistici e soprattutto concettuali, politici, sociologici.

Supportare l’attività principale – i libri e gli e-book, naturalmente – con iniziative e presenza nella didattica, negli eventi pubblici, nei servizi editoriali.

Elaborare di conti nuove tecniche di marketing e sviluppo della nostra immagine.

 

 

Le modalità per sottoporVi un manoscritto

Invio del testo come allegato in Pdf (meglio: le prime 30 pagine del testo), corredato da sinossi e curriculum dell’autore.

 

 

Con quali criteri scegliete di pubblicare un libro e quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto?

Sicuramente la novità, sia nella storia (o nella tematica e il punto di vista, se è un saggio), che nello stile di scrittura; deve emergere la personalità unica dell’autore, il suo modo di scrivere non deve assomigliare a cose già in circolazione. Non ultimo c’è il fatto che l’autore abbia un buon giro di conoscenze, che è l’ovvio e primo orizzonte di diffusione e mercato.

 

Il più delle volte rifiutiamo manoscritti perché hanno uno stile piatto e banale, denso di modi di dire ritriti; con trame poco avvincenti o argomenti che non ci interessano. Semplificando: che facciamo fatica a leggere. Odiamo anche le prese di posizione ideologiche, i romanzi con pochi dialoghi, il cinismo di maniera, i personaggi senza profondità, i molti refusi, un Italiano scorretto.

 

 

Accettate elaborati da chiunque o solo tramite agenti?

Da chiunque.

 

 

Due consigli agli scrittori: cosa fare e cosa non fare assolutamente quando si rivolgono a voi…

Prima dell’invio del manoscritto, devono verificare con attenzione che sia scritto bene e senza errori o strafalcioni. È gradito anche l’acquisto di uno dei nostri libri in catalogo.

 

Dopo averci inviato un manoscritto, non devono mai scriverci o farsi sentire per sollecitare il nostro giudizio.

 

 

Promozione e marketing: la vostra ricetta

Molto lavoro e comunicazione su web.

 

Organizzazione di eventi pubblici (anche se le presentazioni di libri pure e semplici ormai faticano ad attirare persone, se ne fanno troppe, almeno nelle grandi città).

 

Trasposizione dei nostri libri che più si prestano in altre forme artistiche, specialmente teatro, video, radio, multimedia.

 

 

Sotto quest’ultimo profilo, i Vs autori sono attivi o potrebbero fare meglio?

Finora sono stati tutti molto attivi, molto intelligentemente presenti, molto propositivi; ne siamo davvero felici.

 

 

C’è un’interazione diretta fra la Vs casa editrice e i Vs lettori?

Ammettiamo: a parte gli interventi diretti durante eventi pubblici, non ce n’è stata molta ed è stata piuttosto episodica. A breve ridaremo impulso al nostro blog, che fino a oggi abbiamo ritenuto di importanza secondaria, e a una maggiore regolarità nell’invio della newsletter.

 

 

Com’è il Vs rapporto coi media?

A parte alcune punte di alto livello per televisione e radio, di cui si accennava prima, troviamo tuttora difficilissimo avere rapporti stabili con essi, specialmente con la carta stampata e le pagine culturali. Molto semplicemente: non siamo ancora grandi e importanti, è abbastanza normale – anche se infastidisce e denota pigrizia mentale da parte loro – che ci snobbino.

 

 

 

 

 

 

 

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