Sono ormai almeno 10 anni che si sente parlare di crowdfunding nel nostro Paese (in America da molto prima) e ormai il fenomeno è piuttosto diffuso. Ma in cosa consiste, in dettaglio?
Il crowdfunding è una modalità di finanziamento tramite Internet che utilizza denaro di persone desiderose di investire in un determinato progetto, così da sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni.
Si tratta di una pratica che oggigiorno è spesso applicata anche in editoria e che sposta l’onere dei costi di pubblicazione su persone diverse dall’editore, in questo caso sui futuri lettori. Essi, in virtù del conferimento in denaro, diventano non solo acquirenti, ma anche finanziatori del libro, poiché permettono all’editore (o all’autore che mira all’autopubblicazione) di raggiungere il minimo garantito per coprire le spese di stampa.
Non è detto che il libro sarà comunque pubblicato: se non verrà raggiunto il tetto di donazioni entro il tempo prefissato, i conferimenti in denaro saranno restituiti ai donatori; se invece l’obiettivo prefissato sarà raggiunto, il conferimento verrà imputato a titolo di prezzo pagato per l’acquisito del libro. In più, possono essere garantiti altri piccoli benefici, una sorta di ‘ringraziamento’ per aver creduto nel libro.
E’ dunque uno schema che, se applicato da un editore, gli permette di scrollarsi di dosso qualsiasi onere economico: se il crowdfunding ha successo, il denaro per coprire le spese di pubblicazione è uscito da tasche non sue; se il crowdfunding non funziona, il denaro versato fino a quel momento torna semplicemente alla fonte e, di nuovo, l’editore non ha sborsato un quattrino.
Le implicazioni legali sono interessanti, perché sono simili a quelle che abbiamo già viste per l’editoria a pagamento, in quanto non è l’editore a sostenere i costi di stampa come prescrive l’art. 118 LdA. Tutto questo può avere, in teoria, con ricaduta sulla validità della licenza dei diritti in capo all’editore. A oggi non mi risulta però che la giurisprudenza abbia avuto ancora modo di esprimersi sul punto ma, in caso, non mancherò di fornire aggiornamenti.
Un editore può anche adottare una formula ibrida e decidere di lanciare il crowdfunding e pubblicare comunque il libro, anche se non raggiunge il tetto, coprendo la differenza di tasca propria. A quel punto le donazioni saranno trattate alla stregua di un preordine.
Foto: Kris /Pixabay






