Normalmente, in questo blog mi occupo di quegli aspetti legali strettamente connessi al Diritto d’autore o al diritto informatico, che spesso si intrecciano, e che costituiscono le problematiche più ricorrenti per gli autori o gli editori.
Ma ‘editoria e legge’ è una locuzione che ricomprende comunque tutti gli aspetti normativi che investono la pubblicazione di un’ Opera ed è per questo, allora, che oggi voglio parlarvi della straordinaria storia della pubblicazione del Dottor Zivago, attraverso il video che vi linko qui.
La storia di Boris Pasternak e del suo manoscritto ha tutto a che fare col titolo di questo blog, poiché è la storia di un uomo che rifiuta l’ordine di regime, ben riassunto dal discorso di Krusciov che troverete nel video, secondo il quale gli artisti devono propagandare, attraverso le loro opere, idee che hanno prodotto una delle più violente dittature della storia. Pasternak quindi viola le leggi vigenti nel suo Paese al suo tempo, il che conduce alle cruciali e ataviche riflessioni sull’etica delle leggi, e fa pervenire il manoscritto oltrecortina, a rischio della propria e di quella dei suoi familiari, finché i suoi contenuti, giudicati eversivi in patria, vengano conosciuti in tutto il mondo.
Noi siamo così abituati a poter scrivere di ciò che vogliamo che abbiamo finito per dare per scontata questa libertà. E’ vero, in alcuni casi si può venire comunque boicottati nella fase successiva: le redazioni giornalistiche possono scegliere di non parlarne, le librerie posso non ordinare il volume e i lettori possono decidere di boicottarlo, ma in ogni caso un editore disposto a pubblicarlo si troverà e di certo lo stato non minaccerà l’autore di morte o di imprigionamento in un gulag.
La storia del Dottor Zivago ci ricorda anche quanto coraggiosi fossero l’editore di un tempo: Feltrinelli, pur tradizionalmente orbitante nell’aria comunista, non si fece intimidire dalle pressioni dei burocrati russi e dai dirigenti comunisti italiani e andò avanti per la sua strada. Memorabile la risposta che diede a Palmiro Togliatti, il quale caldeggiò il rinvio del manoscritto in Unione Sovietica: Giangiacomo Feltrinelli rispose che piuttosto avrebbe abbandonato il partito, cosa che poi, effettivamente, fece.
E ci ricorda anche quanto coraggiosi siano stati gli intermediari attraverso cui Pasternak riuscì a far pervenire il manoscritto, oltre che all’editore italiano, a editori di altri Paesi. Tornando agli argomenti che sono il cuore di questo blog, sono molto interessanti, sotto questo profilo, anche i risvolti riguardanti la vendita dei diritti esteri, regolarmente acquisti da parte di Feltrinelli in virtù di un contratto. Sospettato ingiustamente di essere un collaborazionista dei Sovietici a causa della sua affiliazione al PCI, Feltrinelli è infatti trattato con diffidenza dall’editore francese e da quello britannico, cui Pasternak ha già fatto recapitare una copia del manoscritto.
Sotto lo stesso profilo, è interessante che i traduttori della versione francese siano rimasti anonimi per non essere banditi dall’Unione Sovietica ed è interessante che i tronfi gerarchi comunisti abbiano tentato di fare leva su Feltrinelli usando l’argomento del diritto morale dell’Autore per impedire la pubblicazione in Italia. Sfortunatamente per loro, autore ed editore avevano già intelligentemente previsto le loro mosse, come scoprirete guardando il video 😉
Fenomenale, poi, il risvolto della vicenda all’ingresso in scena della CIA, che per contro ha la stessa volontà uguale e contraria al KGB a vedere il libro diffuso, soprattutto in madrepatria. Pertanto, i risvolti legali del libro chiamano in causa anche la pubblicazione illecita in lingua russa, contrabbandata poi in URSS in edizione tascabile e fatta girare di nascosto di lettore in lettore.
Il video è doppiato in Francese ma ci sono i sottotitoli in Italiano, quindi è comprensibilissimo da tutti e vale davvero la pena di essere visto perché l’impresa di Pasternak è davvero straordinaria e, come giustamente sottolinea Carlo Feltrinelli nel filmato, è ancora più straordinaria se si pensa che all’epoca internet non esisteva, mentre esisteva la Cortina che davvero si meritava il complemento di specificazione che l’ha sempre accompagnata: ‘di ferro’.
Ed è straordinaria perché, attraverso due uomini coraggiosi, un autore e un editore, ci ricorda che qualsiasi dittatura di pensiero, di qualsiasi matrice, è la morte dell’Arte e la morte dell’Uomo.





