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Home » editoria » NON CAPISCO E NON MI ADEGUO
lunedì, 06 ott 2014

NON CAPISCO E NON MI ADEGUO

Post by on editoria 2137 2

panniIl lettori non più giovanissimi ricorderanno senz’altro il tormentone di Maurizio Ferrini “Non capisco ma mi adeguo”, coniato quasi 30 anni fa all’interno della famosa trasmissione di Renzo Arbore  “Quelli della notte”.

 

Ebbene, la prendo ora in prestito, ma parafrasandola, per criticare un deprecabile atteggiamento, ormai diffusissimo: quello di “lavarsi i panni sporchi” sulla piazza dei social network.

 

Mi riferisco a un episodio che apprendo dalla lettura di un post su Bibliocartina, dove si dà conto di un battibecco fra una piccola e rinomata casa editrice e un suo editor freelance che non è ancora stato saldato. Nel post è linkata anche la discussione su Facebook, cui faccio riferimento nelle righe che seguono.

 

Se il freelance pensava che urlare gli affari propri dentro quell’orrendo coso che è Facebook riuscisse a procurargli il pagamento ancora dovuto, ha pensato male. E ancora peggio ha fatto a dar seguito al pensiero (rischiando oltretutto di esporsi a ritorsioni giudiziarie). Tuttavia anche l’editore non è esente dalla stessa critica: invece di controbattere contestando a sua volta la qualità del lavoro ricevuto, avrebbe potuto, e a mio avviso dovuto, troncare la discussione invitando il collaboratore a dirimere la questione in privato.

 

In ogni caso, a parte il (brutto) folklore da Spaccanapoli, che purtroppo si legge sempre più spesso sui social, la questione giuridica, che è poi quella che interessa questo blog, è: perché, se l’editore ha rilevato subito un’approssimazione del lavoro, non lo ha fatto subito presente, chiedendo di comporre la controversia negoziando uno sconto sulla prestazione non corettamente eseguita,  e invece ne parla solo ora, minacciando addirittura  (e di nuovo ricadiamo nello stesso errore e possibili rischi giudiziali del freelance – faccio presente che si stanno infangando la reputazione a vicenda), di rendere pubblici stralci del lavoro ritenuto mal eseguito?

 

Morale della favola?

 

1. Presentare subito le contestazioni alla controparte e non successivamente, come attenuante per il mancato pagamento (o per un pagamento dilazionato);

 

2. Evitare lo Spaccanapoli: fa malissimo all’immagine del professionista (e ai professionisti accodatisi a loro volta nella discussione) e a quella dell’editore (oltre al fatto che, come già rilevato, ci si pone a rischio di azioni ulteriori).

 

Infatti, un altro editore che incappi in quel post, vorrà avvalersi di un collaboratore che non mostra riservatezza? (A prescindere dalle ragioni sottese: la professionalità è fatta anche di riservatezza).

E un altro freelance che incappi nel medesimo post, accetterà di lavorare con l’editore ritardatario? Ciò a prescindere dai ritardi della filiera – che comunque non sono tanto imputabili, come ritiene l’editore nell’intervista rilasciata a Bibliocartina -  alla scarsezza e all’ulteriore diminuzione di lettori quanto alla crisi nera di queso Paese, a sua volta imputabile in primis  a quella camicia di forza chiamata euro

 

Credo siano domande retoriche…

 

E siccome in apertura di post ho citato un tormentone arboriano, chiuderò con un altro tormentone arboriano: “meditate gente, meditate!”.

Comments

  1. Dove sta la professionalità?

    Abbiamo l’editore che non paga i suoi debiti (o li paga in ritardo), l’editor freelance che – sembrerebbe – lavora in maniera approssimativa, o che comunque pensa bene di gettare cattiva luce sul suo committente su facebook, l’imprenditore che giustifica i suoi comportamenti con la crisi, ma la crisi e il calo della lettura c’erano di certo anche nel momento in cui l’opera è stata commissionata.

    Povero mondo dell’editoria, ma, visto che stiamo scivolando nella prassi di certi comportamenti, povera Italia.

    Post By Giordana

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