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Home » diritto d'autore » PARCELLIZZARE I DIRITTI D’AUTORE
venerdì, 30 Nov 2012

PARCELLIZZARE I DIRITTI D’AUTORE

Post by on diritto d'autore, editoria 1000 0

file_fragmentsLa stragrande maggioranza dei contratti di edizione prevede, di default, la concessione della licenza di tutti i diritti sfruttabili di un’opera. E, altrettanto di default, la maggioranza degli autori li cede senza troppi problemi.

 

Accade però che, nella maggioranza dei casi, il contratto venga siglato con un piccolo editore, che di solito non ha la forza per sfruttare tutti i diritti di cui si è accaparrato l’esclusiva. Perché allora non confrontarsi prima, apertamente, fra autore e casa editrice e valutare solo quei diritti che quest’ultima è davvero in grado di sfruttare? E ‘ un tentativo che invito gli autori a fare in ogni caso, rompendo quel tabù che considera lo scrittore una parte senza alcuna possibilità di negoziazione contrattuale.

 

Mettiamo infatti che l’editore opponga un risoluto rifiuto: in questo caso l’autore non avrà perso nulla, di certo l’editore non cambierà idea sulla validità dell’opera solo perché avete proposto una soluzione contrattuale diversa. Vi dirà semplicemente: se vuoi pubblicare con me, devi accettare le mie condizioni senza se e senza ma. Quindi la scelta finale starà sempre a voi, non a lui. Ma se la trattativa andasse invece a buon fine, come spesso capita, l’autore avrà invece guadagnato qualcosa. Qualcosa che, sia chiaro, non è comunque facile far fruttare, ma che in un mercato in evoluzione com’è quello dell’editoria può trovare collocazione in un prossimo futuro.

 

Classici esempi di diritti che andrebbero negoziati separatamente sono quelli di traduzione, di pubblicazione in ebook, di pubblicazione su supporti multimediali e di derivazioni cinematografiche/televisive. Di solito queste ultime non vengono contemplate dai piccoli editori, proprio perchè sanno di non avere la forza di proporle, quindi concentriamoci, in questa sede, sui primi due aspetti.

 

Le Traduzioni

Esportare un titolo richiede una rete di contatti con agenti ed editori esteri che vanno costruiti nel tempo e con investimento di denaro. Ma moltissimi piccoli editori vivono lo spazio di tre o quattro anni, prima di gettare, purtroppo, la spugna; e prima di avviare una rete internazionale ci sono molte altre attività che assorbono la casa editrice, quindi è verosimile che in quello spazio di tempo non ci sia margine per concentrarsi sull’estero. In aggiunta, anche se siamo nel mondo di Internet, i contatti esteri si fanno ancora per lo più, in modo tradizionale, ossia alle fiere internazionali come quelle di Bologna, Londra e Francoforte. Il che significa investimenti non indifferenti: gli stand sono infatti molto cari e anche se l’editore decidesse di presenziare solo sotto forma ‘volante’, cioè di persona ma senza stand – con conseguente minor visibilità e resa – questo implica comunque spese di trasferta e soggiorno che, su una piccola realtà, impattano massicciamente.

E’ dunque vero che, se un piccolo editore non ha la forza di imporsi all’attenzione estera, ancora meno ne ha il singolo autore, però ho visto casi in cui questo è comunque successo grazie all’abnegazione (e a un po’ di fortuna) del diretto interessato. Magari si tratta solo di una traduzione in ebook, ma è comunque un’esportazione messa a segno.

L’autore potrebbe anche scegliere la strada di far negoziare a un agente i propri diritti esteri, ma bisogna sottolineare che non è facile trovare un agente italiano disposto a trattare un titolo di cui non ha piena disponibilità anche su tutti gli altri diritti che possono essere stati già ceduti a un editore. Anche qui comunque, potreste incontrare l’eccezione che conferma la regola, visto che la difficoltà del mercato sta flessibilizzando molti dei vecchi schemi.

 

L’ebook

Non tutti i piccoli editori pubblicano ebook, preferendo concentrare tutto lo sforzo nella sola direzione del cartaceo e considerando anche che, a dispetto di quanto si dice in giro, in Italia il mercato degli ebook è ancora risibile. Per converso, ultimamente sono nate un sacco di case editrici che pubblicano esclusivamente ebook e queste, di solito, accettano di buon grado che lo stesso titolo sia stato pubblicato in formato cartaceo da un altro editore. Questo è dunque il diritto che più di tutti andrebbe salvaguardato, perché è, al momento, il più facile da piazzare in autonomia.

Il problema, semmai, nella mentalità degli editori italiani riguarda il caso opposto: molto più difficile ottenere una contratto per cartaceo se i diritti sull’ebook sono già stati negoziati altrove.

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