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Home » editoria » 3 INDIZI PER ‘SGAMARE’ UN EDITORE A PAGAMENTO IN FASE PRECONTRATTUALE
domenica, 19 Feb 2023

3 INDIZI PER ‘SGAMARE’ UN EDITORE A PAGAMENTO IN FASE PRECONTRATTUALE

Post by on editoria 1243 0

Nella fase precontrattuale, cioè quella in cui l’autore e l’editore discutono i termini del futuro rapporto, ci sono almeno tre cose che differenziano l’editore a pagamento da quello non a pagamento (che, è bene ricordarlo, è l’unico a potersi davvero fregiare del titolo di editore a norma dell’art.118 della legge sul diritto d’autore).

 

La differenza è dovuta al fatto che l’editore non a pagamento non ha bisogno di convincervi a pubblicare con lui, perché per quanto possa essere interessante il vostro manoscritto, se siete autori esordienti o comunque non famosi, il vostro lavoro rappresenta comunque un’incognita. Quindi è un lavoro su cui l’editore ha deciso di investire in proprio, ma che è consapevole non essere la sola scelta a sua disposizione. Al contrario, per l’editore a pagamento, ogni autore lasciato è un introito perso e quindi è molto importante riuscire a convincerlo a stipulare il contratto.

 

Ci sono dunque almeno tre elementi che permettono agli autori di distinguere facilmente una tipologia di editore dall’altra, ancor prima che l’editore a pagamento inizi a palare dei quattrini che dovrete sborsare per pubblicare con lui, perché si tratta degli elementi che gli consentono di mettersi nella migliore luce possibile agli occhi dell’autore ignaro dei meccanismi editoriali.

Questi elementi sono:

 

1. Sciorinare tutti i nomi illustri già nel suo catalogo

Purtroppo, molte persone del mondo dello spettacolo, dell’arte, della scienza e dello sport hanno pubblicato con questo tipo di editori. Naturalmente a loro non è stata chiesta una lira, perché la loro presenza dà, appunto, lustro al catalogo. Quindi essi non sospettano minimamente che il loro editore posso andare a chiedere soldi ad autori meno famosi, a maggior ragione proprio spendendo i loro nomi.

Un editore non a pagamento, invece, a meno di non essere interrogato espressamente dall’autore in merito al resto del catalogo, ben difficilmente si metterà a enumerare i Vip che hanno pubblicato con lui nella trattativa.

 

2. Sciorinare la partecipazione alle fiere internazionali di settore e/o la sua presenza in ambito extra nazionale con sottomarchi appositamente creati in vari Paesi

Infatti, un editore non a pagamento dà per scontata la propria presenza alle fiere di settore internazionali (a meno che sia molto piccolo e quindi non abbia ancor i mezzi economici per frequentarle).

Inoltre, poiché è un editore italiano, ha interesse a operare incisivamente sul proprio territorio, mentre non è economicamente conveniente aprire sedi internazionali per operare su territori che conosce molto meno e su cui operano concorrenti molto più agguerriti e longevi di lui. Egli sa bene che la maniera più veloce e redditizia per sbarcare all’estero è semplicemente vendere i diritti a editori locali, senza dotarsi di sedi apposite.

Per converso, un editore a pagamento troverà molto utile creare propri marchi esteri attraverso cui pubblicare opere tradotte, poiché:

 

a) pubblicando tutto ciò che gli arriva,ben difficilmente troverà editori esteri interessati (a meno che non siano anch’essi a pagamento) e quindi creare alter ego internazionali è l’unico modo per tradurre ciò che pubblica;

 

b) l’escamotage moltiplica gli introiti del business fondato sui servizi forniti agli autori, i quali gli sborseranno ulteriori cifre per essere tradotti e pubblicati anche all’estero, nonostante il fatto che poi si ritroveranno, anche sull’estero, tutti i problemi che già sperimenteranno in Italia (in proposito,  si veda il mio articolo PERCHE’ NON SI DOVREBBE PUBBLICARE A PAGAMENTO)

 

 

3. Sciorinare il fatto di essere distribuiti su tutto il territorio nazionale

Questo indurrà infatti l’autore a pensare che la propria Opera sarà presente in tutte le librerie d’Italia, quando invece le modeste tirature previste per contratto non potrebbero mai consentire di coprire un mercato così vasto. Vero che, disponendo di distribuzione nazionale, il libro resterà teoricamente ordinabile in tutta Italia, ma per essere ordinato è necessario che i lettori ne conoscano l’esistenza e uno dei punti assolutamente trascurati dell’editoria a pagamento è proprio la promozione del catalogo, visto che il proprio core business è la vendita agli autori e non ai lettori.

 

 

Se, dunque, prima di leggere il contratto questi sono i discorsi che vi vengono fatti, cominciate a drizzare le antenne. Se poi, in aggiunta, vi viene detto che tutti gli esordienti o gli autori non famosi hanno sempre pagato (il che è una balla siderale) e che chi non lo ammette mente (altra balla cosmica), avrete la certezza immediata su ciò che vi conviene fare: fuggire.

 

Foto:Pixabay/mohamed_hassan

 

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