RACCONTARE GIOCANDO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Ho già parlato in questo post delle implicazioni fra il Diritto d’autore e l’intelligenza artificiale.

 

Oggi vi racconto, sempre su questo tema, di un curioso e simpatico esperimento (purtroppo fermo al 2017), che coinvolge l’intelligenza artificiale in quella forma di stesura che va sotto il nome di Round Robin Story, cioè un racconto scritto in collaborazione fra più autori che si succedono a staffetta, ciascuno partendo dal punto dove la storia è stata interrotta dall’autore che l’ha appena preceduto.

 

L’intelligenza artificiale è stata simpaticamente battezzata col nome di Shelley, in omaggio alla celeberrima autrice di Frankenstein, e interagiva con gli umani tramite il proprio Twitter account, dove ogni ora postava la frase iniziale di un racconto, a cui gli utenti dovevano rispondere in modo da continuare la storia fondamentale era citare, nei post a seguito, anche l‘hashtag #yourturn, diversamente Shelley non sarebbe stata in grado di riconoscere l’apporto degli utenti umani.

Ça va sans dire che il tema di questi racconti era l’horror.

 

Alcune storie sono state pubblicate sul sito ufficiale a questo link (usando i bottoni in fondo alla pagina, si possono sfogliare uno a uno), oppure è possibile prenderne visione a Quest’altro link in modalità panoramica suddivisa per thread.

 

La domanda cruciale è: a chi appartengono questi mini raccontini, a prescindere dal dubbio valore artistico che possano avere?

Ce lo dicono direttamente i Termini d’uso del sito: tutto ciò che è stato postato dagli utenti sul Twitter account di Shelley presuppone l’accettazione di tali Termini i quali riconducono i diritti di sfruttamento dei testi a Pinar Yanardag Delul, Manuel Cebrian e Iyad Rahwan, fondatori della Scalable Cooperation, che è la società proprietaria di Shelley. Pertanto, i partecipanti al gioco hanno garantito (consapevoli o meno, se ci siano premurati di leggere le note legali oppure no) ai suddetti signori una licenza gratuita irrevocabile estesa in tutto il mondo – anche se in via non esclusiva – di usare riprodurre mostrare distribuire e preparare i lavori derivativi dai loro. Con ogni mezzo o con ogni metodo di distribuzione per qualsiasi finalità.

L’unica concessione dei creatori di Shelley agli utenti e che se la loro risposta verrà inclusa in qualsiasi lavoro antologia o altre pubblicazioni prodotte dalla Scalable, a essi verrà riconosciuta la paternità del contributo, attraverso la citazione del nome. Tuttavia, il nome che farà fede è quello del Twitter account dell’utente, che non sempre corrisponde al nome anagrafico.