Ogni tanto, anche chi detiene le regolari licenze sulla saga di Harry Potter si fa beccare in castagna e diventa, anziché parte attrice per difendere i propri diritti, parte convenuta per aver violato i diritti altrui.
E’ successo nel caso del Parco tematico di Orlando, poiché parecchio merchandise ivi smerciato (fra cui t-shirt, cappelli, spille) avrebbe utilizzato un font, chiamato Cezanne regular, la cui paternità viene ora rivendicata dalla società P22 Type Foundry.
La P22 crea font per computer ispirandosi alla Storia e all’Arte e ha lavorato, fra l’altro, con realtà serissime come musei e fondazioni.
Uno dei font della P22, il Da Vinci Forward (mutuato dalla calligrafia del celebre genio nostrano), era stata peraltro usata (legittimamente, quella volta) per la scritta R.A.B. – acronimo di Regulus Acturus Black – nelle edizioni americane del Principe Mezzosangue (pag. 609) e dei Doni della Morte (186).
La causa è stata incardinata dinanzi al tribunale di New York, lo scorso dicembre, sia nei confronti della Universal, che detiene i diritti sul parco tematico, sia nei confronti dei produttori del merchandise incriminato.
La richiesta di risarcimento danni è pari a una somma che, se concessa, non sfigurerebbe affatto in una delle camere blindate della Gringott: un milione e mezzo di dollari.
La Universal, benché sollecitata dalla stampa locale, non ha voluto commentare il fatto.
Qualche mese dopo, la vertenza è stata composta in via stragiudiziale, ma i termini dell’accordo non sono stati resi noti.





