Nell’ultimo articolo pubblicato su questo blog ho passato in rassegna la situazione dal punto di vista italiano. Prossimamente darò anche degli aggiornamenti, ma oggi vorrei prospettarvi la situazione oltreoceano.
Le informazioni mi giungono da una delle più importanti agenzie letterarie di Denver, che seguo da vicino da oltre tre lustri: la Nelson Literary Agency.
Mentre durante le prime settimane della crisi, questa agenzia riportava che il lavoro stava comunque procedendo in maniera relativamente normale, se si eccettua la pausa forzata delle fiere librarie, ora, a oltre un mese dallo stop, avverte che sta iniziando a riscontrare ritardi nei pagamenti degli anticipi sui contratti esteri, così come sulla ricezione di molti rendiconti e di saldi di royalty periodiche.
Continua invece a ricevere offerte di pubblicazione, anche se non specifica se si tratta di proposte americane oppure estere, ma precisa che le proposte riguardano comunque i progetti più grandi.
Nessun contratto è stato annullato e nessuna offerta è stata ritirata, anche se un colosso come la Penguin Random House hanno chiesto di rimodulare i pagamenti per le trattative in corso.
Anche altre major si sono mosse per ridurre i propri costi: Scholastic (l’editore americano di Harry Potter, per intenderci) si è avvalsa di congedi temporanei ogni due settimane, mentre Disney Publishing li ha in programma a partire da questa settimana; Houghton Mifflin Company, editore leader nel settore educativo fino ai 12 anni, ha tagliato del 20% le remunerazioni degli editor e ha adottato una settimana lavorativa di quattro giorni, mentre Macmillan ha eseguito un giro di licenziamenti in tutte le case editrici che le fanno capo. La previsione della Nelson Agency è che altri editori, prossimamente, seguiranno purtroppo l’esempio.
Questa la situazione, nonostante le imponenti manovre che il governo statunitense, a differenza del nostro che brilla per vergognosa ignavia, ha già messo in atto per sostenere l’economia del paese. Non voglio nemmeno immaginare quali saranno i nostri scenari alla riapertura, purtroppo…






