Sono 25 anni anni che faccio questo mestiere e 15 che mi occupo anche di editoria.
In tre lustri spesi in quest’ultimo settore, una penserebbe di averle già viste tutte, e invece ogni anno mi si presentano almeno 2 o3 casi in cui imparo qualcosa di nuovo su come fregare gli autori. Questo sia da parte di editori regolari ma di pochi scrupoli, sia soprattutto da editori a pagamento.
Questi ultimi, dopo essersi fantasiosamente inventati, per mascherare il finanziamento da parte dell’autore, il pagamento dell’editing, delle schede per i distributori, dell’ISBN e addirittura dei rendiconti (!), hanno adottato un’ultima trovata: quella di porsi sotto ‘l’ombrello’ di un gruppo editoriale abbastanza noto e formalmente free, che funge sostanzialmente da prestanome, perché l’autore firma il contratto col gruppo, senza che venga specificato per quale marchio del gruppo sarà edito.
Solo successivamente il malcapitato autore scoprirà di essere stato dirottato su un marchio che prevede l’acquisto forzato di tot copie (e fin qui nulla di nuovo nell’oliato sistema eap). In aggiunta, però, scoprirà anche che i titoli di questo marchio non risultano disponibili nel gestionale delle librerie fisiche, ma solamente nelle librerie online, perché sostanzialmente detto marchio non è altro che un print on demand che stampa solo a seguito di acquisto online. Come si sa, una libreria fisica invece potrebbe ordinarlo ma poi renderlo, vuoi perché l’acquirente che l’ha fatto richiedere potrebbe poi non passare più in libreria a comprarlo, vuoi perché potrebbe essere la libreria stessa a decidere di ordinarne un paio di copie da tenere in stock per vedere come va.
Quindi, la nuova felice formula frega-autore coniuga in sé la figura dell’editore a pagamento mischiata a quella del print on demand, il tutto sotto lo specchietto per allodole del gruppo editoriale teoricamente free.
Se vi siete riconosciuti in questa situazione, fatemi un fischio, potete riportarvi a casa i diritti e, in alcuni casi, anche l’esborso pattuito per le copie.





