L’anno scorso avevo scritto un articolo sul fenomeno degli imbonitori che propalano fanfaluche sulla possibilità di rendite stellari basate sul diritto d’autore. Siccome, però, la tecnologia fa passi da gigante, devo dare ora conto che la vecchia formula iniziale, che prevedeva la creazione e la commercializzazione di libri scritti da ghostwriter pagati un tozzo di pane (e quindi, giocoforza, improvvisati), è stata sostituita da un’innovativa versione semplificata, per cercatori di rendita ancora più pigri: ora basta un clic e voilà, in massimo mezz’ora, ecco a voi un volumetto generato dall’intelligenza artificiale!
Inoltre, perché riempire fascicoli con inutili parole – che tanto si sa come in Italia ormai non si legga più – mentre ci sono fascicoli che si possono vendere in tutto il mondo, senza problemi di traduzione? Per diventare ricchi basta disegnare agende, diari, taccuini, planner, libri da colorare. Un po’ di magia digitale e il vostro prodotto, pronto per essere caricato su Amazon, farà tremare tutti i più rinomati marchi di settore. Che poi i guadagni di tali prodotti possano qualificarsi proventi di diritto d’autore, visto che è questionabile che due svolazzi decorativi siano sufficienti a ricomprenderli nel novero delle opere creative, è un dettaglio secondario, così come sono una quisquilia trascurabile le note problematiche di diritto d’autore sul materiale di addestramento usato per le intelligenze artificiali, che viene incorporato in qualsiasi cosa da esse prodotta.
E l’altro piccolo dettaglio su come promuovere queste meraviglie? Un ennesimo falso problema: le persone correranno ad acquistare i vostri capolavori automatizzati, giusto perché l’algoritmo di Bezos ha deciso di darvi una mano, non si sa perché, mentre quei poveri ignari di autori normali si arrabattano per cercare di conquistare un minimo di visibilità con volumi che hanno sudato anni a creare e altrettanti a far conoscere.
Se però siete fra i pochi sfortunati che l’algoritmo non dovesse baciare automaticamente in fronte perché i vostri prodotti sono tanto belli, niente paura: come nella formula precedente, il video-corso dell’imbonitore di turno vi insegnerà comunque il suo “metodo infallibile” per diventare ricchi sfondati! I video promozionali sono pieni, infatti, di promesse di rendiconti strabilianti: 3.000, 6.000 e addirittura 14.000 euro al mese! Diventerete i John Grisham della cancelleria! Come si possa poi affermare che con questi importi mensili non sia necessaria l’apertura di partita IVA è un altro dei grandi segreti che, naturalmente, hanno scoperto – unici in tutto il Paese e con buona pace dei commercialisti – i suddetti guru della rendita infallibile.
Cosa aspettate, allora, a mandare finalmente a quel paese quell’odioso capoufficio che vi ‘mobbizza’ da quando siete stati assunti e a ritirarvi su una spiaggia tropicale con un Martini, l’oliva e un semplice portatile?
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